Minotaur

Sab 31 Ott 17:00🌍
Dom 1 Nov 19:00🌍
Mar 3 Nov 21:00🌍
Mer 4 Nov 17:00🌍

Minotaur

Minotaur

  • 140 min.
  • Drammatico, Thriller
  • Russo
  • 2026 (Francia, Lettonia, Germania)

Nella Russia del 2022, mentre l’invasione dell’Ucraina comincia a sconvolgere gli equilibri del Paese, Gleb è un imprenditore di successo che vive con la moglie Galina e il figlio adolescente in una casa moderna, appartata e confortevole. La sua esistenza sembra protetta dalle incertezze del mondo esterno, organizzata intorno al lavoro, al benessere economico e a una quotidianità regolata da abitudini consolidate. Ma la guerra si insinua anche in questo universo privilegiato: le autorità chiedono a Gleb di individuare alcuni dipendenti da destinare al fronte, mettendo a rischio la sua attività e costringendolo a confrontarsi con un potere al quale non può semplicemente opporre la propria autonomia. Mentre cerca una soluzione per salvaguardare l’azienda, anche la vita privata comincia a incrinarsi. Il rapporto con Galina, ormai freddo e privo di autentica intimità, è attraversato da sospetti che minacciano di compromettere definitivamente l’equilibrio familiare. Gleb è abituato a gestire persone e situazioni con pragmatismo, convinto che ogni problema possa essere ricondotto a una questione di convenienza e controllo. Quando le pressioni professionali si sommano alla crisi coniugale, questa sicurezza comincia però a vacillare, lasciando emergere un lato oscuro che l’apparente rispettabilità borghese sembrava tenere nascosto.

In Minotaur, la guerra non è soltanto uno scenario lontano, ma una presenza che penetra negli spazi della vita quotidiana, modifica i rapporti di lavoro e impone scelte dalle conseguenze irreversibili. La richiesta di fornire uomini per il fronte trasforma i dipendenti in numeri da consegnare alle autoritĂ , mentre Gleb cerca di difendere il proprio mondo ricorrendo alla stessa logica utilitaristica che governa la sua attivitĂ . Parallelamente, la crisi matrimoniale mette in discussione il suo ruolo di marito e capofamiglia, facendo affiorare una concezione delle relazioni fondata sul possesso e sull’autoritĂ . La casa, emblema di sicurezza e benessere, diventa così il luogo in cui si manifesta una fragilitĂ  che il denaro non può arginare. Anche il figlio adolescente, ripiegato nella propria dimensione generazionale, contribuisce a restituire l’immagine di una famiglia che conserva le proprie forme esteriori ma sembra aver smarrito la capacitĂ  di comunicare. Le tensioni private e quelle politiche finiscono per rispecchiarsi: in entrambi gli ambiti, Gleb si scopre incapace di accettare ciò che sfugge al suo controllo. Il film osserva così il progressivo deterioramento di un uomo che, nel tentativo di proteggere ciò che possiede, rischia di perdere ogni misura morale.

Dopo Il ritorno, Elena, Leviathan e Loveless, Andrey Zvyagintsev torna a esplorare le contraddizioni della società russa attraverso il microcosmo familiare, mostrando come i rapporti più intimi possano diventare lo specchio di un sistema fondato sulla sopraffazione. Il titolo richiama il Minotauro della mitologia greca, creatura mostruosa rinchiusa nel labirinto, evocando quella dimensione bestiale che può nascondersi sotto la superficie della rispettabilità. La regia privilegia composizioni rigorose, ambienti geometrici e una distanza osservativa che lascia emergere la tensione attraverso gesti, silenzi e comportamenti quotidiani. La fotografia di  accentua il contrasto fra l’ordine degli spazi e il disordine morale dei personaggi, mentre il ritmo trattenuto accompagna l’accumularsi della crisi. Liberamente ispirato a La femme infidèle di Claude Chabrol, il film trasferisce il dramma coniugale del cineasta francese nella Russia contemporanea, ampliandolo fino a farne un ritratto del rapporto fra potere, privilegio e responsabilità. Tra thriller psicologico e noir politico, Minotaur mette in relazione la violenza delle istituzioni e quella che attraversa le relazioni private, interrogando la facilità con cui il desiderio di conservare il proprio mondo può trasformarsi in una giustificazione per sopraffare quello degli altri.

Premio Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes.

  • Regia:Andrey Zvyagintsev
  • Interpreti:Anatoliy Beliy, Juris Zagars, Varvara Shmykova, Vladimir Friedman, Dmitriy Mazurov, Iris Lebedeva
  • Sceneggiatura:Andrey Zvyagintsev, Simon Lyashenko
  • Musiche:Evgueni Galperine, Sacha Galperine
  • Fotografia:Mikhail Krichman
  • Produzione:MK2 Productions, CG CinĂ©ma, Arte France CinĂ©ma, Forma Pro Films, LEAF Entertainment, Razor Film Produktion
  • Distributore:BIM Distribuzione
  • ❗️ATTENZIONE❗️Il Cinemino è un cineclub e l’ingresso in sala è riservato ai soci