L’uomo che comprò la luna

mar 18 Giu 🐶🇮🇹14:20

L’uomo che comprò la luna

  • 102 min.
  • Commedia
  • 2019 (Italia, Albania, Argentina)

Una coppia di agenti segreti italiani (Stefano Fresi e Francesco Pannofino) riceve una soffiata dagli Stati Uniti: pare che qualcuno, in Sardegna, sia diventato proprietario della Luna. Il che, dal punto di vista degli americani, è inaccettabile, visto che i primi a metterci piede, e a piantarci la bandiera nazionale, sono stati loro. I due agenti reclutano dunque un soldato (Jacopo Cullin) che, dietro il falso nome di Kevin Pirelli e un marcato accento milanese, nasconde la propria identità sarda: si chiama infatti Gavino Zoccheddu e la Sardegna ce l’ha dentro anche se non lo sa. Per trasformarlo in un vero sardo viene ingaggiato un formatore culturale sui generis (Benito Urgu). A questo punto non rimane che risolvere il caso: chi ha comprato la Luna? E perché?

Martedì 11 giugno alle 21.30 il film sarà introdotto da Geppi Cucciari, che ne è co-sceneggiatrice insieme al regista Paolo Zucca e a Barbara Alberti, e da Fred Chiarini, volto di Sky Cinema e Sky Atlantic.

  • Sarà presente all'incontro:Geppi Cucciari (martedì 11 giugno)
  • Regia:Paolo Zucca
  • Interpreti:Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Benito Urgu, Lazar Ristovski, Angela Molina
  • Musiche:Andrea Guerra
  • Fotografia:Ramiro Civita
  • Montaggio:Sarah McTeigue
  • Produzione:La Luna, Indigo Film con Rai Cinema, in co-produzione con Oficina Burman Media Pro e Ska-Ndal Production
  • Distributore:Indigo Film
  • Scrive Carola Proto su Comingsoon.it: “Se non ci fossero, film come L’uomo che comprò la luna andrebbero inventati. E’ felicemente anarchica e originale l’opera seconda di Paolo Zucca, che in un’ora e mezza ci insegna come diventare sardi e a un tardivo romanzo di formazione intreccia la favola, il surreale, la commedia e la satira. La regia è fluida, il racconto poetico e il suo protagonista Jacopo Cullin quasi un trasformista. Il regista si muove fra i generi e le citazioni, il fumetto e l’epica, e non manca di sottolineare l’importanza della memoria. Cosa volere di più?”

     

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