Gioia Mia

Gioia Mia

Gioia Mia

  • 90 min.
  • Drammatico, Family
  • Italiano
  • 2025 (Italia)

Nico arriva in Sicilia controvoglia, trascinando con sé l’irrequietezza di un’infanzia cresciuta tra schermi, velocità e parole troppo veloci. L’estate che lo attende non assomiglia a nulla di ciò che conosce: un antico palazzo fuori dal tempo, un silenzio interrotto solo dai rumori della pietra e del vento, una zia anziana e inflessibile che sembra abitare un mondo parallelo, governato da rituali religiosi, presenze invisibili e credenze arcaiche. Fin dal primo incontro, tra i due si apre una distanza profonda, fatta di diffidenza, fastidio e incomprensione reciproca. Nico si muove in quello spazio come un corpo estraneo, incapace di adattarsi a una quotidianità lenta, priva di tecnologia, dove ogni gesto sembra obbedire a leggi misteriose e antiche.

Nel corso dei giorni, il film osserva con delicatezza lo scontro tra due universi apparentemente inconciliabili: da una parte l’infanzia contemporanea, irruenta e disincantata, dall’altra una fede vissuta come protezione, rifugio e ossessione. La religione non è qui solo credenza, ma linguaggio emotivo, modo di dare forma alla paura e al desiderio di controllo sul mondo. Nico, privato dei suoi punti di riferimento abituali, è costretto a confrontarsi con un’idea di realtà che sfugge alla logica e alla spiegazione razionale. In questo spazio sospeso, tra superstizione e affetto, tra ostilità e bisogno, il film lascia emergere lentamente un sentimento inatteso, fatto di riconoscimento e vulnerabilità.

Lo sguardo di Margherita Spampinato è attento ai corpi, ai silenzi, alle crepe emotive che attraversano i personaggi. La regia privilegia un ritmo contemplativo, capace di restituire il peso del tempo e l’eco della memoria inscritta nei luoghi. La Sicilia diventa un paesaggio interiore prima ancora che geografico: aspra, luminosa, carica di presenze invisibili. La fotografia lavora sui contrasti tra luce e ombra, tra il calore dell’estate e il freddo emotivo dei rapporti non detti. Gli attori, soprattutto nei piccoli gesti e negli sguardi, costruiscono un legame che cresce fuori campo, lontano da ogni enfasi narrativa. Gioia mia è un racconto sull’incontro tra solitudini, sull’eredità emotiva che ci portiamo addosso e sulla possibilità, fragile e necessaria, di trovare casa nell’altro.

  • Regia:Margherita Spampinato
  • Interpreti:Aurora Quattrocchi, Marco Fiore, Camille Dugay Comencini, Martina Ziami, Clara Salvo, Renata Sajeva, Concetta Ingrassia, Giuseppina Cardella, Giuseppina Cammareri, Gaspare Gruppuso
  • Sceneggiatura:Margherita Spampinato
  • Fotografia:Claudio Cofrancesco
  • Montaggio:Margherita Spampinato
  • Produzione:Yagi Media
  • Distributore:Fandango
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