Un giorno di pioggia a New York

dom 26 Gen 🌍17:55
lun 27 Gen 🌍19:45
mar 28 Gen 🇮🇹15:30
mer 29 Gen 🇮🇹14:00
gio 30 Gen 🌍16:35

Un giorno di pioggia a New York

A Rainy Day in New York

  • 92 min.
  • Commedia, Sentimentale
  • 2019 (Stati Uniti d'America)

Woody Allen torna a Manhattan con una commedia romantica che racconta la storia di due fidanzatini del college, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning), i cui piani per un weekend romantico da trascorrere insieme a New York vanno in fumo non appena mettono piede in città. I due, fin dal loro arrivo a New York, si ritrovano separati e si imbattono in una serie di incontri casuali e bizzarre avventure, ciascuno per proprio conto.

  • Regia:Woody Allen
  • Interpreti:Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna, Liev Schreiber, Kelly Rohrbach, Suki Waterhouse, Rebecca Hall, Cherry Jones, Annaleigh Ashford, Griffin Newman, Taylor Black, Kathryn Leigh Scott, Natasha Romanova, Jacob Berger
  • Fotografia:Vittorio Storaro
  • Montaggio:Alisa Lepselter
  • Produzione:Gravier Productions, Perdido Productions
  • Distributore:Lucky Red
  • Scrive Teresa Marchesi sull’Huffington Post: “Il solito Woody Allen”. Saranno in molti, forse, a liquidare così “Un giorno di pioggia a New York”, ultimo parto di un ottantreenne che ci ha rischiarato la vita da stakanovista della leggerezza intelligente. Esce in Italia il 28 novembre. Ed esce solo perché i distributori europei (da noi Lucky Red) non si sono fatti contagiare dal livore persecutorio che il trip da #MeToo ha reso prassi corrente per i nababbi di Amazon e per il futile esercito di haters eternamente a caccia di comodi bersagli. Comodi perché famosi: fanno titolo. Lo zoccolo duro dei predatori sessuali professionisti, ma meno celebri, da noi come altrove, dorme sonni tranquilli. La premessa è indispensabile, visto che un paio di interpreti del film- il protagonista Timothée Chalamet e Rebecca Hall – hanno devoluto il loro compenso ad associazioni come #MeToo e Time’s Up, semplicemente e banalmente in omaggio al polverone di moda. Non sto a ricordare che Allen è stato ufficialmente scagionato a ripetizione. (…)  “Il solito Woody Allen” ha una scrittura che fa rifiatare di sollievo. Una scrittura che rischi di dimenticare, se non c’è lui a fartela ritrovare. “Il solito Woody Allen” ci mancherà da morire, quando non lo avremo più tra i piedi. Quello che a 83 anni fa lamentare Gatsby sul fascino dei vecchiotti: ”Ma cosa c’è di sexy nella perdita di memoria a breve termine?”. Quello che confessa la sua dipendenza patologica da New York: “Mi serve il monossido di carbonio per sopravvivere”. Quello che sa inanellare ghirlande di battute tutte acidule, tutte felici. Ma quanto è bello e raro, ormai, ridere di sceneggiatura? La Mecca del cinema è un universo depresso e deprimente, pronto a rincorrere la gioventù come un salvagente. Allen lo sa bene e lo racconta con le star, vere e fittizie, del film: Liev Schreiber, Jude Law, Diego Luna. Quello che gli interessa è rivisitare le convenzioni del cinema anni ’40 e ’50 (qui anche della commedia romantica anni ’60), come fa, inarrestabilmente, dai tempi di “Suonala ancora, Sam”. E nessuno lo farà mai come lui. Suonala ancora, Woody.”

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