Sorry, Baby
Sorry, Baby

Sorry, Baby
- 103 min.
- Commedia, Drammatico
- Inglese
- 2025 (USA, Spagna, Francia)
In una piccola cittadina del New England, tra il silenzio delle case di provincia e gli spazi ordinati dell’università in cui insegna, Agnes prova a ricostruire una quotidianità che solo apparentemente è tornata alla normalità. Giovane docente e studentessa post laurea, vive ancora nella casa in cui è cresciuta, circondata da oggetti, stanze e abitudini che sembrano appartenere a un tempo precedente. La sua vita procede tra il lavoro accademico, le relazioni di amicizia e il rapporto profondo con Lydie, un’amica che ha condiviso con lei gli anni della formazione e che ora vive una nuova fase della propria esistenza lontano da lei. Mentre intorno ad Agnes il tempo sembra scorrere con naturalezza, una parte della sua esperienza è rimasta sospesa a un evento traumatico che continua a riaffiorare nel modo in cui guarda se stessa e il mondo. La violenza sessuale subita anni prima da parte di una figura di autorità ha lasciato una frattura difficile da nominare, qualcosa che Agnes ha imparato a nascondere dietro una quotidianità efficiente e apparentemente stabile.
Opera prima di Eva Victor, che ne firma la sceneggiatura, la regia e interpreta la protagonista, Sorry, Baby sceglie una prospettiva insolita per raccontare il trauma: non il momento della violenza, ma il tempo successivo, quello spesso invisibile in cui una persona cerca di comprendere come continuare a vivere. Il film si muove attraverso una struttura narrativa frammentata, costruita per capitoli e salti temporali che seguono il funzionamento irregolare della memoria e il modo in cui il passato ritorna nella vita presente. La regista evita una rappresentazione unicamente drammatica del dolore e trova invece un equilibrio delicato tra malinconia, ironia e momenti di leggerezza, mostrando come anche l’umorismo possa diventare uno strumento per affrontare esperienze difficili senza diminuirne il peso. Il risultato è un racconto intimo sulla sopravvivenza emotiva e sulle forme spesso invisibili con cui il trauma continua ad abitare le persone.
Al centro del film c’è il rapporto tra identità e tempo: Agnes è una persona che agli occhi degli altri sembra aver superato ciò che è accaduto, ma dentro di sé continua a confrontarsi con una ferita che ha modificato il suo modo di vivere il corpo, l’intimità e il rapporto con gli altri. Sorry, Baby osserva con grande sensibilità la distanza tra ciò che viene riconosciuto dall’esterno e ciò che rimane nascosto nell’esperienza privata di chi attraversa un evento traumatico. L’amicizia con Lydie diventa uno dei luoghi emotivi più importanti del film, un legame capace di resistere al cambiamento e di raccontare due percorsi diversi dell’età adulta, tra scelte personali, trasformazioni e modi differenti di affrontare il passato. Il film rivela una voce autoriale già definita, capace di unire precisione nella scrittura e attenzione ai dettagli della vita quotidiana. Con una messa in scena sobria e una notevole capacità di mantenere insieme dolore e ironia, Sorry, Baby racconta la possibilità di convivere con ciò che non può essere cancellato, senza ridurre una persona alla propria ferita. È un film sulla ricostruzione di sé, sulla complessità della guarigione e sul lento ritorno a una forma possibile di presenza nel mondo.
- Regia:Eva Victor
- Interpreti:Eva Victor, Naomi Ackie, Louis Cancelmi, Kelly McCormack, Lucas Hedges, John Carroll Lynch
- Sceneggiatura:Eva Victor
- Musiche:Lia Ouyang Rusli
- Fotografia:Mia Cioffi Henry
- Montaggio:Alex O’Flinn, ACE, Randi Atkins
- Produzione:Tango Entertainment, High Frequency Entertainment, Big Beach, PASTEL
- Distributore:I Wonder Pictures
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