M, Il mostro di Düsseldorf – Cinemino Classics

M, Il mostro di Düsseldorf – Cinemino Classics

M

  • 114 min.
  • Poliziesco, Thriller, Noir
  • Tedesco
  • 1931 (Germania)

Versione restaurata

A Berlino, nella Germania di Weimar, una serie di bambine vengono uccise da un assassino che la polizia non riesce a identificare. La paura si diffonde rapidamente nella città: i genitori controllano i figli, i cittadini diventano sospettosi e ogni adulto che si avvicina a un bambino può essere scambiato per il responsabile. Mentre la polizia intensifica le indagini, anche la criminalità organizzata decide di mettersi sulle tracce dell’assassino. Le continue retate stanno infatti ostacolando i suoi affari e la presenza del killer è diventata un problema per l’intera città. Polizia e malavita iniziano così due ricerche parallele, trasformando Berlino in una rete sempre più fitta di osservatori, informatori e sospetti. Al centro della caccia c’è Hans Beckert, interpretato da Peter Lorre, un uomo apparentemente anonimo la cui presenza viene annunciata prima ancora che il suo volto sia mostrato. Il suo segnale è un motivo fischiettato, In the Hall of the Mountain King di Edvard Grieg, che diventa uno dei principali strumenti di tensione del film.

M è il primo film sonoro di Fritz Lang e il regista utilizza il suono non come semplice accompagnamento alle immagini, ma come parte della narrazione: voci, rumori, silenzi e musica permettono di percepire persone e spazi anche quando non sono visibili. Anche la violenza viene spesso suggerita anziché mostrata, attraverso ombre, oggetti e luoghi rimasti improvvisamente vuoti. Ispirato al clima delle cronache sui serial killer che sconvolsero la Germania dell’epoca, e anche alle ricerche di Lang sul caso di Peter Kürten, il cosiddetto “Vampiro di Düsseldorf”, il film non è però un racconto biografico del criminale. Il vero protagonista diventa progressivamente l’intera città, osservata mentre reagisce alla paura e cerca qualcuno da accusare. La presenza contemporanea della polizia e della criminalità organizzata complica così ogni distinzione semplice tra legge e giustizia: entrambi gli schieramenti cercano Beckert, ma appartengono a mondi apparentemente opposti che finiscono per assomigliarsi nei propri meccanismi di controllo.

Attraverso Peter Lorre, Lang evita inoltre di trasformare Beckert in un mostro cinematografico convenzionale. La sua interpretazione lo rende inquietante e, allo stesso tempo, profondamente umano, introducendo una domanda destinata a diventare centrale: che cosa significa giudicare una persona responsabile di azioni terribili? La caccia all’assassino diventa così anche una riflessione sulla paura collettiva, sulla responsabilità e sul confine fra giustizia e vendetta. Con il montaggio parallelo, l’uso rivoluzionario del sonoro e una Berlino sospesa fra realismo urbano ed espressionismo, M trasforma un racconto criminale in una riflessione sulla società, sul potere della folla e sul bisogno umano di trovare un colpevole.

  • Regia: Fritz Lang
  • Interpreti:Peter Lorre, Ellen Widmann, Inge Landgut, Otto Wernicke, Theodor Lo0s, Rudolf Blumner, Franz Stein, Ernst Stahl-Nachbaut, Gustav Grundgens, Georg John, Paul Kemp, Theo Lingen
  • Sceneggiatura:Fritz Lang, Thea von Harbou
  • Fotografia:Fritz Arno Wagner
  • Montaggio:Paul Falkenberg
  • Produzione:Nero-Film Ag
  • Distributore:Cineteca di Bologna
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